Abolite le autodichiarazioni in classe G

L’autodichiarazione sostitutiva dell’Ace per la vendita di immobili in classe G è illegittima.

La disposizione è nel decreto ministeriale del 22 novembre 2012 in vigore dal 28 dicembre scorso, applicabile anche a quelle regioni (poche) che non hanno ancora legiferato in materia. La normativa (dlgs 192/2008 e successive modifiche) prevede che, per vendere un immobile, ci si doti preventivamente di un attestato di certificazione energetica come strumento di informazione per l’acquirente. L’Ace è un documento rilasciato da un tecnico abilitato od organismo terzo (società di ingegneria) che classifica tutti gli immobili attribuendo una certa classe energetica da indicarsi con una lettera da A+ (maggiore efficienza) fino alla G (più scadente efficienza energetica). Il documento viene realizzato sulla base delle indicazioni e dei modelli contenuti nelle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.

Le Linee guida nazionali per la certificazione consentivano al venditore di sostituire l’ACE con una autodichiarazione che attestasse l’appartenenza dell’abitazione alla classe G con conseguente ammissione di alti costi per la gestione energetica dell’immobile. Tale autodichiarazione poteva eventualmente essere inserita nell’atto di vendita e sostituiva gli obblighi di dotazione e consegna all’acquirente dell’ACE. Tuttavia a seguito del decreto ministeriale del 22 novembre 2012 in vigore appunto dal 28/12/2012 non è più possibile sostituire la certificazione energetica con un’autocertificazione del proprietario.

(informazione estratta dalla Newsletter di Domotecnica)